dal burocratese all’italiano: osservazioni sulle delibere “occupazione di suolo pubblico”


A scuola di anticorruzione: studenti e funzionari comunali a confronto a Palazzo Spada (adnkronos)


A scuola di anticorruzione: studenti e funzionari comunali a confronto a Palazzo Spada (libero)


A scuola di anticorruzione: articolo della “Nazione”


 

GRUPPO DI LAVORO: OCCUPAZIONE SUOLO PUBBLICO

traduzione dal burocratese all’italiano

Materiale esaminato: regolamento occupazione suolo pubblico approvato con delibera giunta comunale n. 273 del 12 Settembre 1994

 

Abbiamo scelto questo argomento in quanto volevamo collegare la nostra partecipazione al nostro futuro lavoro, visto che frequentiamo l’Istituto Professionale indirizzo “Servizi per l’enogastronomia e dell’ospitalità alberghiera” e molti di noi nel lavoro esterno e negli stage hanno avuto modo di verificare personalmente i problemi che conseguono per ristoratori ed esercenti dal collocare negli spazi limitrofi alle proprie attività tavoli per i propri clienti per poter ampliare l’offerta e incrementare nei periodi primaverili ed estivi i propri incassi.

Siamo partiti dall’esperienza pratica di chi ogni giorno vede nel Comune che deve concedere i permessi e nei vigili urbani che controllano, non dei soggetti amici che aiutano l’esercente a produrre meglio e di più nell’interesse proprio e della collettività, quanto piuttosto dei soggetti “creatori di problemi” in parte dovuti sicuramente all’ignoranza del titolare dell’attività ma in parte sicuramente derivanti dalle difficoltà legate alla comprensione delle regole che disciplinano la materia.

Abbiamo esaminato il regolamento che è stato scaricato dal sito del Comune di Terni e che risulta essere stato approvato nel 1994. Abbiamo sottolineato le parti per noi più difficili da comprendere ed abbiamo chiesto ai professori di chiarire il significato delle parole più incomprensibili.

Poi abbiamo discusso tra noi per cercare di individuare qualche punto “critico” da sottoporre alla discussione con i Funzionari del Comune.

La prima considerazione è stata quella relativa all’apparato sanzionatorio del regolamento, ancora espresso in lire, ciò che rende difficile verificare immediatamente gli importi dovuti al giorno d’oggi.

Poi la nostra attenzione si è appuntata sulla revoca delle autorizzazioni per l’occupazione del suolo pubblico per motivi di “pubblico interesse”: ci sembrava strano, e comunque pericoloso sotto il profilo dei comportamenti illegali che ne potrebbero derivare, che una cosa così importante come l’annullamento di un beneficio concesso all’esercente potesse avvenire per motivi “di pubblico interesse” che sono soltanto enunciati ma non spiegati nel dettaglio o almeno in generale. Ci è sembrato pericoloso tutto questo perché, persistendo l’indeterminatezza, si potrebbe verificare che, con qualcuno la legge si interpreta amichevolmente e con altri si applica inflessibilmente; di conseguenza se vi dovessero essere abusi da parte dei funzionari pubblici, nel migliore dei casi dovrebbero lavorare gli avvocati nelle cause contro il Comune ma non può escludersi che qualcuno potrebbe essere spinto a cercare di risolvere il tutto attraverso la corruzione di qualche funzionario che da “inflessibile” potrebbe diventare “amico”.

Peraltro la cosa ci ha stupito perché nel nostro mondo, la scuola, siamo abituati a veder valutato tutto con griglie e parametri che, anche se non eliminano del tutto la soggettività, quanto meno riducono le disparità e impediscono a chi ha potere di fare ciò che vuole.

Abbiamo espresso le nostre perplessità al funzionario “Direzione e Sviluppo Economico ed Azienda” del Comune di Terni e rispetto alle sanzioni da applicare espresse in lire ci è stato detto che i documenti che abbiamo scaricato dal sito del Comune sono ancora archiviati nell’albo elettronico ma ci è stato assicurato che sono presenti anche atti aggiornati con le conseguenti tariffe in euro.

Questo va bene, ma dal punto di vista della comunicazione la risposta evidenzia un problema, peraltro facilmente risolvibile, perchè al cittadino devono apparire subito le regole che si applicano oggi e non quelle vecchie: ipotizziamo che un link potrebbe risolvere il problema.

Circa la revoca delle autorizzazioni dell’occupazione del suolo pubblico il funzionario ci ha spiegato, con parole semplici e portando come esempio il Cantamaggio, il peso che può avere una manifestazione del genere rispetto a dei tavolini di bar presenti sul percorso dei carri, e che esiste un problema di bilanciamento di interessi contrapposti che il pubblico amministratore deve sempre affrontare nell’esercizio delle sue funzioni; dunque difficilmente si può stabilire in anticipo chi e che cosa far prevalere davanti ad un possibile problema.

Si è aperto un dibattito, anche con l’intervento della prof.ssa Zambuto, per evidenziare che il fatto che questo problema esista non ci autorizza a non affrontarlo, anzi dati i possibili pericoli per la correttezza e la legalità che ne potrebbero derivare sarebbe necessario che si facesse uno sforzo, da parte del Comune in primo luogo, per dare ai cittadini dei punti di riferimento attendibili per eliminare quella zona grigia che fa comodo solo ai disonesti.

Per questo motivo ci siamo sentiti soddisfatti delle risposte ricevute solo a metà e attendiamo di poter incontrare di nuovo i Funzionari direttamente addetti a queste pratiche per approfondire l’argomento.

 

Gruppo di lavoro 1 “Occupazione suolo pubblico”:

Giuseppe Cardenia e Antonio Manzella classe 5O

Michele Tarchi classe 5M

 

 






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