A lezione dal prof. Silvio Garattini

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Il Prof. Garattini, in merito alle vaccinazioni per la prevenzione delle malattie infettive, ha spiegato che i vaccini sono in grado, nel tempo, di debellare le malattie infettive, perché i microrganismi patogeni non riescono più svilupparsi.

Anni fa esisteva il virus del vaiolo, adesso, grazie alla vaccinazione, è completamente scomparso:

è possibile trovarlo solo in alcuni laboratori, dove viene mantenuto in vita.

Nonostante ricorrere alla vaccinazione sia molto importante e utile per la nostra salute e per quella degli altri, nell’ultimo decennio si è verificata una diminuzione delle vaccinazioni; ad esempio in Romagna solo il 60% della popolazione si è vaccinata. Affinchè sia efficace, però, la vaccinazione deve essere effettuata dal 95% della popolazione; questa percentuale non può essere inferiore altrimenti il microbo in causa continuerà a circolare fra coloro che non sono immunizzati. Si deve tener conto del fatto che ci sono individui che non possono essere vaccinati a causa di malattie o di altri motivi, perciò chi ha la possibilità, ha il dovere di vaccinarsi per proteggere anche chi non può.

In Italia c’è la libertà di scegliere se non vaccinarsi, ma in alcune regioni esiste l’obbligo di vaccinazione per frequentare la scuola.

Alcune regioni hanno lasciato alle famiglie la scelta di vaccinare i propri bambini; si è assistito così alla ricomparsa di alcune malattie: di casi accertati di morbillo nel 2016 ce ne sono stati 2000: il Professore sostiene che ciò è inaccettabile, perché esiste il vaccino. Spesso si sottovaluta la malattia del morbillo, pensando che non sia una malattia grave, ma non è così, perché può determinare un abbassamento delle difese immunitarie del bambino, con possibili gravi complicanze polmonari che possono portare alla morte.

Il Prof. Garattini ha anche spiegato le ragioni per le quali ci sono alcuni contrari alle vaccinazioni:

molto spesso vengono date informazioni non veritiere dai giornali o dai mass media, come, ad esempio, che nei vaccini ci sono sostanze dannose, alcune di queste sono il mercurio ed i sali di alluminio.

Il mercurio veniva un tempo aggiunto ai vaccini per mantenere la sterilità del preparato; gli studi hanno dimostrato che tale sostanza non è dannosa, viste le microscopiche quantità utilizzate.

Comunque il mercurio non viene più utilizzato. Anche i sali di alluminio, aggiunti per rendere più efficace la risposta immunitaria, sono presenti in piccolissime quantità, di molto inferiori a quelle che si assumono con cibi cucinati in pentole in alluminio.

Altra sostanza incriminata è lo squalene, utilizzato per migliorare la risposta immunitaria, ma anch’esso è presente in quantità irrilevanti: nel nostro organismo, essendo lo squalene un prodotto intermedio della sintesi di colesterolo, ve ne è una quantità molto superiore.

Altro motivo di avversione ai vaccini è che si crede ad una relazione tra i vaccini e l’autismo, ma questo non è assolutamente vero. Questa ipotesi e nata da un lavoro, prodotto da un ricercatore inglese e pubblicato su una prestigiosa rivista scientifica, rivelatosi poi un imbroglio.

Il Prof. Garattini ha anche trattato l’argomento degli psicofarmaci, spiegando che ci sono gli psicofarmaci illeciti come ad esempio: Cannabis, Cocaina, Eroina ed Anfetamine.

Esse sono dannose per il cervello, soprattutto nei giovani, in cui il cervello non è ancora completamente sviluppato. Esistono poi gli psicofarmaci che sono praticamente farmaci, come antidepressivi, ansiolitici e antipsicotici: essi servono a curare malattie. Gli antidepressivi sono attivi nelle gravi depressioni, ma se utilizzati impropriamente provocano l’osteoporosi, malattia delle ossa.

Il Professore ha risposto alle domande poste dagli alunni presenti. Alla domanda se la manifestazione di malattie in concomitanza con le vaccinazioni possa essere attribuita alle vaccinazioni stesse, egli ha risposto che nella maggior parte dei casi si tratta di coincidenze. Purtroppo, molto raramente, si tratta di effetti dei vaccini, perché non esistono trattamenti farmacologici completamente innocui.

Alla domanda se esista un vaccino contro il cancro, egli ha spiegato che, in questo caso non si può parlare di prevenzione, perché il tumore è già presente. Nel caso del cancro, si cerca di sfruttare il fatto che esso può avere proteine diverse da quelle delle cellule normali, e che tali proteine anomale possono essere attaccate dal sistema immunitario.

In merito alla vaccinazione per la meningite, il Professore ha spiegato che l’epidemia di meningite di cui si parla in questi giorni è solo mediatica e ciò significa che non è una emergenza.

Ci sono solo 1,7 casi per 100.000 abitanti: è quindi una malattia rara.

Nel 2015/16 si è verificata una diminuzione rispetto all’anno precedente.

Questa malattia si manifesta maggiormente nella prima età, nell’età giovanile si riduce la probabilità di ammalarsi, nella terza età la probabilità di ammalarsi torna ad essere elevata.

La meningite può essere trasmessa: per via respiratoria, mediante contatti stretti prolungati; sono sporadici i casi di trasmissione da portatori sani. L’incubazione è di 2-10 giorni.

I portatori sani di meningite hanno per lo più un’età compresa tra 18 e 20 anni.

Solamente il l-5% dei soggetti con infezione sviluppano la malattia, il 95% non sviluppa la malattia; si ammalano i soggetti che hanno un sistema immunitario deficiente, i più deboli e cioè i bambini al di sotto di 1 anno di età e anziani di età superiore ai 65 anni. La mortalità nei soggetti che si ammalano è del 10-20%, quindi si tratta di una malattia rara ma grave. La meningite può causare gravi danni: deficit neurologici, deficit uditivi e visivi.

Riguardo alla prevenzione, il Professore ritiene non necessario vaccinare tutta la popolazione, in quanto la malattia è rara; quando si verifica un caso, la prevenzione, a cui vengono sottoposte le persone venute a contatto con il malato, consiste nella profilassi antibiotica e nella vaccinazione.

Ci sono tre tipi di vaccino disponibili per la meningite: il vaccino contro il meningococco C, quello contro il meningococco B, il tetravalente contro i meningococchi A, C, W e Y.

Infine, agli insegnanti, che hanno chiesto se per loro sia opportuna la vaccinazione contro il meningococco ( visto che in città si è verificato un caso), il Professore ha consigliato la vaccinazione ( solo dopo aver consultato il medico curante) a quelli che hanno avuto malattie respiratorie e quindi più a rischio. Ha precisato che i soggetti allergici, prima di sottoporsi ad una vaccinazione, devono comunicare tale situazione al medico, che procederà ad un test di accertamento somministrando una piccola quantità di vaccino e che, in base al responso del test, deciderà se procedere alla vaccinazione.

A cura della studentessa Veronica Rossi della classe 3D socio-sanitario

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